{"id":1300,"date":"2009-07-24T15:09:00","date_gmt":"2009-07-24T14:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asblonweb.be\/APED\/CM\/?p=1300"},"modified":"2017-03-06T01:35:43","modified_gmt":"2017-03-06T00:35:43","slug":"la-liberta-di-scelta-e-veramente-un-fattore-di-equita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/index.php\/2009\/07\/24\/la-liberta-di-scelta-e-veramente-un-fattore-di-equita\/","title":{"rendered":"La libert\u00e0 di scelta \u00e8 veramente un fattore di equit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p class=\"post_excerpt\">Gli argomenti liberali alla moda non risparmiano la sfera dell\u2019educazione.<br \/>\nVoci si levano, i modo particolare dagli ambienti legati all\u2019economia, per affermare che una pi\u00f9 grande libert\u00e0 e una maggiore concorrenza tra istituti scolastici rappresenterebbero un sicuro elemento di qualit\u00e0 nonch\u00e9 di equit\u00e0. Ma da una comparazione rigorosa tra paesi occidentali risulterebbe piuttosto che la libert\u00e0 di scelta dei genitori accentui le differenze di livello tra scuole e allievi stessi.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e9 stato pubblicato in <a href=\"http:\/\/www.verifiche.ch\/\">Verifiche<\/a> n\u00b0 2, aprile 2008, Mendrisio<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/web.ticino.com\/giovannigalli\/04hirtt.html\">Traduzione di Marco Gianini<\/a><\/p>\n<p>In materia di libert\u00e0 delle famiglie nella scelta dell\u2019istituto scolastico, i paesi europei hanno normative e atteggiamenti molto diversificati. In certi paesi, come in Francia, esiste una \u201ccarte scolaire\u201d che obbliga gli allievi a frequentare un istituto scolastico all\u2019interno di un ben determinato settore, riferito al luogo di residenza. Un sistema simile esiste anche nei Paesi Nordici, in modo particolare in Finlandia. Con una differenza degna di nota: nei Paesi Nordici esiste praticamente solo l\u2019insegnamento pubblico, in Francia una considerevole parte delle famiglie supera i vincoli della carta scolastica iscrivendo i propri figli in scuole private. Altri paesi, come il Belgio e i Paesi Bassi, non conoscono alcuna regola di assegnazione prescritta di istituti scolastici, il \u201cquasi-mercato scolastico\u201d \u00e8 del tutto libero.<\/p>\n<p>Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espresso la sua volont\u00e0 di sopprimere la carta scolare. Una delle ragioni da lui invocate per giustificare \u00e8 stata la giustizia sociale: a causa della carta scolare, i giovani d\u2019estrazione popolare sono oggi spesso costretti di frequentare scuole elementari, secondarie e secondarie superiori \u201cdifficili\u201d dove si concentrano i problemi di violenza, di emarginazione e di insuccesso scolastico. Un\u2019attenuazione del regime della carta scolare permetterebbe loro di accedere a scuole di pi\u00f9 alto livello, situate in quartieri meglio frequentati. Su questo argomento il candidato dell\u2019UMP (Union pour un Mouvement Populaire n.d.t.) era stato seguito da S\u00e9gol\u00e8ne Royal, anche se il PS mantiene la posizione ufficiale di difesa della carta scolare.<\/p>\n<p>I detrattori dell\u2019on. Sarkozy ribattono che questa riforma, pi\u00f9 che equit\u00e0, generer\u00e0 pi\u00f9 segregazione sociale. Gli allievi migliori e coloro che semplicemente appartengono a classi sociali superiori saranno i primi a fuggire dagli istituti meno quotati che saranno sempre pi\u00f9 relegati nel ruolo di scuole depresse. Al contrario le scuole \u201cmigliori\u201dpotranno pienamente approfittare della misura di attenuazione o della soppressione pura e semplice della carta scolare per praticare politiche di reclutamento selettivo, che costringeranno gli allievi in difficolt\u00e0 a dirigersi verso altre scuole.<\/p>\n<p>Il nuovo presidente francese ha poi espresso la sua ferma convinzione di concludere l\u2019esperienza della scuola media unica, che ritarda l\u2019orientamento fino alle soglie dell\u2019insegnamento medio superiore. Sua opinione \u00e8 che una troppo grande ineguaglianza di risultati scolastici tra allievi produrrebbe un \u201cabbassamento di livello\u201d di cui soffrirebbero in modo particolare i giovani di origini umili, perch\u00e9 non possono facilmente sottrarsi a queste classi eterogenee. Altri pensano invece che un orientamento pi\u00f9 precoce prender\u00e0 per forza di cose la forma di una selezione sociale e acuir\u00e0 ancora una volta la segregazione sociale nella scuola in Francia.<\/p>\n<p>A priori le due argomentazioni potrebbero sembrare convincenti. Chi ha ragione quindi? Questo dibattito ha una dimensione europea allorquando la Commissione, che si esprime con la voce dei suoi esperti, raccomanda \u201cpolitiche che introducono la competizione, la libera scelta e le forze del mercato nel sistema scolastico\u201d 1.<br \/>\nUno studio che \u00e8 stato da poco pubblicato dall\u2019associazione belga \u201cAppel por une \u00e9cole d\u00e9mocratique\u201d ci permette di risolvere la questione 2. Tracciamo qui le grandi linee e le conclusioni.<\/p>\n<h2>Classificazione europea dell\u2019equit\u00e0<\/h2>\n<p>Il grafico della figura 1 mostra una classificazione dei paesi dell\u2019Europa occidentale3 sotto l\u2019aspetto dell\u2019ineguaglianza sociale nei sistemi d\u2019insegnamento. Questa classificazione \u00e8 basata su un \u201cindice di condizionamento sociale dei profitti scolastici\u201d calcolato sulla base dei risultati ottenuti in matematica nei test internazionali PISA 20034.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1296\" src=\"http:\/\/www.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/GRajpg-0ace10ace-2.jpg\" alt=\"GRajpg-0ace10ace-2.jpg\" width=\"444\" height=\"299\" align=\"left\" srcset=\"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/GRajpg-0ace10ace-2.jpg 444w, https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/GRajpg-0ace10ace-2-300x202.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 444px) 100vw, 444px\" \/><\/p>\n<p><em>Indice di condizionamento sociale dei profitti scolastici (matematica, PISA 2003)<\/em><\/p>\n<p>Un indice zero indica che i risultati di profitto degli allievi sono totalmente indipendenti dalla loro origine sociale. Un indice uguale a 1 indica che la probabilit\u00e0 che un giovane d\u2019ambiente sociale \u201csuperiore\u201d ottenga migliori risultati di uno proveniente da ambiente \u201cinferiore\u201d \u00e8 due volte pi\u00f9 elevata del contrario. In pratica, nessun paese si avvicina a zero e nessuno supera l\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Belgio e la Germania sono i campioni dell\u2019ineguaglianza sociale a scuola, mentre i paesi mediterranei e scandinavi, eccettuata la Danimarca, ottengono migliori risultati. La posizione della Francia \u00e8 piuttosto mediocre: una quart\u2019ultima posizione che sembrerebbe confermare che la carta scolare e la scuola media unica non sono stati in grado d\u2019assicurare l\u2019equit\u00e0 del sistema educativo francese. Nondimeno, coll\u2019indice 0,77, occupa con la Danimarca, i Paesi Bassi, l\u2019Austria e l\u2019Irlanda, una posizione quasi mediana tra i risultati del Belgio (0,93) e quello della Finlandia (0,55).<\/p>\n<h2>Libert\u00e0 di scelta ed equit\u00e0<\/h2>\n<p>Che cosa rivelano queste differenze tra paesi? Un numero quasi incalcolabile di caratteristiche culturali, pedagogiche, organizzative, geografiche, sociali, contabili\u2026 si intrecciano per definire la classifica citata. Tuttavia, delle tecniche statistiche idonee permettono di determinarne l\u2019importanza relativa. In particolare vogliamo esaminare qui l\u2019impatto di due differenze tra le altre: il grado di libert\u00e0 nella scelta dell\u2019istituto scolastico e l\u2019anno d\u2019et\u00e0 in cui gli allievi si dividono per seguire formazioni separate.<br \/>\nIl grado di libert\u00e0 di scelta dipende lui stesso da molti fattori: la densit\u00e0 di scuole in prossimit\u00e0 del domicilio, l\u2019esistenza o no d\u2019un regolamento pi\u00f9 o meno costrittivo in materia di attribuzione degli allievi alle scuole pubbliche (carta scolare) e la parte d\u2019insegnamento non-pubblico nell\u2019offerta scolastica (insegnamento privato o parificato, che sfugge a ogni regolamentazione in materia di reclutamento degli allievi).<\/p>\n<p>Nel grafico 2, questi fattori sono stati aggregati in un unico \u201cindice di libert\u00e0 di scelta\u201d. Quando gli allievi non possono accedere che a una sola scuola \u2013 perch\u00e9 non esiste insegnamento privato, perch\u00e9 non ha il diritto di scegliere o pi\u00f9 semplicemente perch\u00e9 la densit\u00e0 di scuole \u00e8 troppo debole \u2013 questo indice ha valore zero. Al contrario, il valore di questo indice si allontana da zero quando la densit\u00e0 di scuole \u00e8 elevata, quando la parte d\u2019insegnamento privato \u00e8 importante e quando il paese impone poche costrizioni nell\u2019attribuzione degli allievi negli istituti scolastici pubblici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1297\" src=\"http:\/\/www.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig2-2-2.jpg\" alt=\"fig2-2-2.jpg\" width=\"491\" height=\"320\" align=\"left\" srcset=\"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig2-2-2.jpg 491w, https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig2-2-2-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px\" \/><\/p>\n<p>Il Belgio \u00e8 il paese dove l\u2019indice di libert\u00e0 di scelta \u00e8 pi\u00f9 elevato (1,87). Ci\u00f2 si spiega facilmente per i tre fattori che intervengono nel calcolo di questo indice: in Belgio, circa il 60% delle scuole sono istituti privati parificati (cattolici in generale); si aggiunge a ci\u00f2 il fatto che questo paese non conosce alcuna forma di regolamentazione che limita la libert\u00e0 di scelta dei genitori, perfino nell\u2019insegnamento pubblico; inoltre, la altissima densit\u00e0 della popolazione (343 abitanti\/km2) fa s\u00ec che l\u2019offerta di istituti scolastici sia particolarmente elevata. Il Portogallo invece che ha un insegnamento quasi Esclusivamente pubblico, una carta scolare altrettanto rigida che in Francia e una densit\u00e0 di scuole relativamente piuttosto bassa (a causa di tasso di urbanizzazione abbastanza poco elevato), presenta l\u2019 indice pi\u00f9 basso (0,18). In seconda posizione c\u2019\u00e8 la Finlandia (0,49). La Francia, occupa di nuovo una posizione mediana (0,65) per l\u2019azione coniugata della carta scolare da una parte, di un insegnamento privato numericamente importante dall\u2019altra.<\/p>\n<p>Ritorniamo alla nostra questione: esiste una correlazione tra la libert\u00e0 di scelta e l\u2019equit\u00e0 sociale nell\u2019insegnamento? Per rispondere \u00e8 sufficiente comparare l\u2019indice di condizionamento sociale e l\u2019indice di libert\u00e0 di scelta. Ecco che cosa otteniamo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1298\" src=\"http:\/\/www.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig3-53748.jpg\" alt=\"fig3-53748.jpg\" width=\"420\" height=\"405\" align=\"left\" srcset=\"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig3-53748.jpg 420w, https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig3-53748-300x289.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/p>\n<p>Sul grafico 3 ogni punto indica uno dei quindici paesi esaminati secondo i due indici in questione. Pi\u00f9 un paese si trova a destra di questo grafico, pi\u00f9 i genitori hanno una grande libert\u00e0 di scegliere la scuola del loro figlio; pi\u00f9 un paese si trova nella parte alta del grafico e pi\u00f9 i risultati scolastici sono fortemente condizionati dall\u2019origine sociale. Il risultato \u00e8 impressionante. I punti si distribuiscono abbastanza regolarmente lungo una linea diritta montante, segno d\u2019una fortissima correlazione tra libert\u00e0 di scelta e ineguaglianza sociale. La sola Germania (DEU) si allontana dalla tendenza generale. Perch\u00e9?<\/p>\n<h2>Selezione precoce ed equit\u00e0<\/h2>\n<p>In Germania la prima selezione degli allievi in funzione gerarchizzante ha luogo a partire dai 10 anni. Questa situazione eccezionale (solo l\u2019Austria segue lo stesso modello) spiega molto probabilmente perch\u00e9 il paese si distanzi cos\u00ec tanto dalla tendenza generale osservata nel grafico 3. Invece i Paesi Scandinavi (l\u2019autore intende sicuramente i Paesi Nordici, n.d.t.) dove gli allievi seguono una scolarit\u00e0 comune fino all\u2019et\u00e0 di 16 anni, figurano tra le nazioni dove si osserva meno condizionamento sociale dei risultati scolastici.<\/p>\n<p>Che cosa succede se si coniugano i due effetti: libert\u00e0 di scelta e selezione precoce? Per rispondere a quest\u2019ultima domanda abbiamo costruito un nuovo indice intitolato \u201cindice di scuola unica comune\u201d. I paesi che coniugano una grande libert\u00e0 di scelta con un orientamento precoce hanno un indice di scuola unica comune vicino a zero. Il Belgio ha un indice 0.04. Invece i paesi dove c\u2019\u00e8 poca libert\u00e0 di scelta e dove la selezione \u00e8 tardiva, hanno un indice vicino a 1. \u00c8 il caso della Finlandia con un indice di 0,83. La Francia, come sempre, occupa una posizione mediana: 0,61.<\/p>\n<p>La figura 4, riportata qui sotto, illustra questa relazione molto forte tra l\u2019indice di scuola unica comune e l\u2019indice di condizionamento sociale dei risultati scolastici. Sono nettamente distinti tre gruppi di paesi. In alto a sinistra, il gruppo di paesi che hanno sistemi educativi fortemente segregati: grande libert\u00e0 di scelta e selezione precoce. In questi paesi, il grado di ineguaglianza sociale \u00e8 piuttosto elevato. In basso, a destra, i paesi dove c\u2019\u00e8 una \u201cscuola unica comune\u201d: scarsa libert\u00e0 di scelta e un orientamento molto tardivo. In questi paesi il grado di condizionamento sociale dei risultati \u00e8 in generale molto pi\u00f9 debole. Tra i due gruppi, i paesi della zona mediana, tra cui la Francia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-1299\" src=\"http:\/\/www.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig4-2.jpg\" alt=\"fig4-2.jpg\" width=\"463\" height=\"447\" align=\"left\" srcset=\"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig4-2.jpg 463w, https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig4-2-300x290.jpg 300w, https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/fig4-2-435x420.jpg 435w\" sizes=\"auto, (max-width: 463px) 100vw, 463px\" \/><\/p>\n<p>Un\u2019analisi di regressione lineare mostra d\u2019altra parte che questo indice di scuola unica comune permette di spiegare 66% delle differenze tra paesi europei rispetto al condizionamento sociale dei risultati scolastici.<\/p>\n<h2>Conlusioni<\/h2>\n<p>Il discorso politico dominante tende a privilegiare il principio di concorrenza tra istituti scolastici su un \u201cquasi-mercato\u201d (per mezzo di una pi\u00f9 grande autonomia, di sussidi all\u2019insegnamento privato, di soppressione dei meccanismi regolatori quali la carta scolare francese) e ad abbreviare la durata del tronco comune. Questo discorso si presenta come espressione della volont\u00e0 di migliorare l\u2019efficacia, ma anche l\u2019equit\u00e0 nell\u2019insegnamento. Il nostro studio ha mostrato che questa argomentazione non \u00e8 per niente credibile. Un potenziamento dei \u201cquasi-mercati\u201d per mezzo di una pi\u00f9 grande libert\u00e0 di scelta, unita a procedure di selezione-orientamento pi\u00f9 precoci, tenderebbe invece a scavare il fossato dei risultati scolastici che separa i giovani d\u2019origini sociali differenti. Il nostro studio ci conduce piuttosto a difendere un\u2019organizzazione dell\u2019insegnamento basato sul modello finlandese: un tronco comune fino a 16 anni e un\u2019 unica rete di scuole pubbliche, con una rigida regolamentazione d\u2019assegnazione di allievi agli istituti scolastici<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p>1) W\u00f6\u00dfmann, L. &amp; Sch\u00fctz, G. (2006),Efficiency and Equity in European Education and Training Systems, Analytical Report for the European Commission prepared by the European Expert Network on Economics of Education (EENEE) to accompany the Communication and Staff Working Paper by the European Commission under the same title.<\/p>\n<p>2) N. Hirtt, Impact de la libert\u00e9 de choix sur l\u2019\u00e9quit\u00e9 des syst\u00e8mes \u00e9ducatifs ouest-europ\u00e9ens, Aped, septembre 2007. Disponible sur www.ecoledemocratique.org<\/p>\n<p>3) L\u2019ex Europa dei quindici, pi\u00f9 la Norvegia escluso il Lussemburgo. La Svizzera non \u00e8 stata considerata in questo studio a causa delle disparit\u00e0 dei sistemi educativi.<\/p>\n<p>4) L\u2019inchiesta internazionale PISA misura le prestazioni scolastiche degli allievi di 15 anni, in matematica e lettura, nei paesi industrializzati e in qualche paese del terzo mondo. Bisogna certamente essere prudenti di fronte ai rapporti pubblicati, sulla base PISA, da parte dell\u2019OCDE ( che \u00e8 all\u2019origine di queste inchieste ): sono spesso strumentalizzati al servizio delle opzioni politiche ed economiche di questo centro di ricerca del capitalismo mondiale. Al contrario, la base di dati statistici di PISA nascondono un patrimonio incalcolabile d\u2019informazioni di cui avremmo torto assoluto di ignorare. L\u2019inchiesta PISA \u00e8 oggi alla sua terza edizione ( 2000, 2003, 2006 ). Ma i risultati dell\u2019inchiesta 2006 non sono ancora disponibili nel momento in cui scriviamo; per questo motivo ci serviamo sistematicamente dei dati PISA 2003.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli argomenti liberali alla moda non risparmiano la sfera dell&#8217;educazione.<br \/>\nVoci si levano, i modo particolare dagli ambienti legati all&#8217;economia, per affermare che una pi\u00f9 grande libert\u00e0 e una maggiore concorrenza tra istituti scolastici rappresenterebbero un sicuro elemento di qualit\u00e0 nonch\u00e9 di equit\u00e0. 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