{"id":1294,"date":"2009-07-25T14:49:38","date_gmt":"2009-07-25T13:49:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asblonweb.be\/APED\/CM\/?p=1294"},"modified":"2017-03-06T01:29:48","modified_gmt":"2017-03-06T00:29:48","slug":"uguali-opportunita-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/index.php\/2009\/07\/25\/uguali-opportunita-per-tutti\/","title":{"rendered":"Uguali opportunit\u00e0 per tutti?"},"content":{"rendered":"<p>Sovente si sente parlare, o si legge, di giovani oberati. Di giovani che, terminata la loro quotidiana presenza a scuola, spendono molto del loro tempo libero occupandolo in attivit\u00e0 extra. Di giovani che, dopo scuola, corrono, magari quotidianamente, al corso d\u2019inglese, alla recita teatrale, all\u2019associazione sportiva o alla lezione di musica. Giovani quindi occupati o sovraoccupati nel loro tempo extrascolastico non pi\u00f9 libero. Ognuno avr\u00e0 le sue idee ed esperienze in merito. Certamente questa rincorsa ha qualcosa del nefasto, un\u2019offerta sacrificale alla rincorsa della ottimizzazione e della razionalizzazione delle risorse (altro che diritto all\u2019ozio). In queste note non intendo per\u00f2 dissertare come e quanto ci\u00f2 sia auspicabile oppure nefasto. A sapere se, come, quanto e quando un ragazzo dovrebbe occupare il suo tempo libero in attivit\u00e0 strutturate. sapere se l\u2019iscrizione del proprio figlio avvenga per un desiderio elitario di riuscita sociale, o venga fatta semplicemente per offrire delle occasioni ed opportunit\u00e0 di svago e di crescita e di socializzazione in un contesto protetto. Solo un vago ideale borghese e romantico pu\u00f2 considerare le attivit\u00e0 extrascolastiche come spontanee, autonome e spensierate. Solo recentemente vengono monitorate e quantificate, grazie alla sociologia e la fenomenologia dell\u2019infanzia, indicando in genere un accresciuto numero d\u2019attivit\u00e0 extra-scolastiche dal contenuto formativo nella strutturazione ed occupazione del tempo dei giovani.<\/p>\n<p>La sociologia dell\u2019educazione, che per anni si \u00e9 occupata di scuola, di diritto allo studio e di democratizzazione degli studi, allarga cos\u00ec il suo terreno d\u2019indagine. Qualunque siano il giudizio e lo sguardo che si pongono, sono innegabili due dinamiche: una dell&#8217;ordine del mercato, l&#8217;altra dell&#8217;ordine culturale.<\/p>\n<ul>\n<li>I luoghi preposti alla formazione dei giovani si sono moltiplicati come topi. In questo senso vanno considerate le societ\u00e0 sportive, le scuole di lingue, di musica, teatro o altro: istituti, associazioni, club \u2026 che tutte offrono un servizio educativo e d\u2019istruzione qualificato. Attorno a queste offerte formative private si produce un gran mercato.<\/li>\n<li>I giovani vengono vieppi\u00f9 indirizzati verso attivit\u00e0, come dire, ottimizzate?, corsi di lingue, matematica, inglese, eccetera \u2026 in quei luoghi preposti appena ricordati (altro che spazi autonomi \u2026). I costi d\u2019iscrizione sono rilevanti e solo un reddito medio alto li rende sopportabili. Si ritiene opportuno indispensabile completare, arricchire, allargare la formazione dei giovani, con offerte extra &#8230;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ne vedremo delle belle. Si fa per dire. In particolare saremo sorpresi dall\u2019alto indice d\u2019attivit\u00e0 extrascolastiche nella scolarit\u00e0 obbligatoria, dalla loro grande variabilit\u00e0 ed infine dalla loro caratterizzazione sociale. Tratter\u00f2 quindi di impari opportunit\u00e0.<\/p>\n<h2>Gli indici al consumo in CH<\/h2>\n<p>Le indagini sul reddito ed il consumo delle economia domestiche svizzere ci danno alcune prime informazioni. In particolare sappiamo che nel 2003 il quinto delle economie domestiche meno abbienti ha un <em>reddito disponibile<\/em> che ammonta mediamente a 2\u2019432 fr. mensili, mentre il reddito delle economie pi\u00f9 agiate raggiunge i 12\u2019123 franchi mensili ((ERC 2003)).<\/p>\n<p>Una valutazione dettagliata delle spese \u201cricreative e culturali\u201d secondo il reddito \u00e8 disponibile con i dati relativi al 2000. Tra redditi inferiori e superiori, questa indagine indica una variazione di 598 fr. mensili (7176 fr. annuali!).<\/p>\n<p>Se, invece di considerare le classi di reddito, consideriamo i <em>gruppi di spesa<\/em>, la variazione per le spese mensili per il tempo libero e la cultura raggiunge addirittura 892 fr. mensili (10704 fr. annuali!).<\/p>\n<p>Sappiamo poi che il 70.97% delle economie svizzere spendono meno della media dell\u2019insieme delle stesse, e che oltre il 30% delle economie si situa nel quartile inferiore delle spese (\u00e9 vero che in questa ultima percentuale troviamo la categoria dei pensionati o delle economie senza pi\u00f9 figli a carico, quindi economie con spese ridotte. Ma \u00e9 pur vero che si ritrovano le famiglie monoparentali, d\u2019immigrati ed altri soggetti sociali non propriamente marginali). Sappiamo poi che l\u2019economia domestica svizzera media \u00e9 composta da 2,3 individui.<\/p>\n<p>Evidentemente, questi dati, ci danno solo una prima approssimazione del profilo medio svizzero. In particolare non considerano in maniera specifica le economie domestiche con figli.<\/p>\n<p>Data la media di 512 franchi mensili per le spese \u201cricreative e culturali\u201d, come e quanto le economie domestiche con figli si discosteranno da questo profilo? Come e quanto si discosteranno le economie relativamente a loro reddito disponibile (leggi censo sociale), piuttosto che alla classe di spesa? Questo non ci \u00e9 dato a sapere.<\/p>\n<p>Possiamo solo immaginare come tale cifre possa variare a seconda del numero dei figli a carico e relativamente al reddito disponibile. Sappiamo per\u00f2 che in Svizzera un bambino su cinque \u00e9 colpito dalla povert\u00e0.\u201c<em>La mancanza di risorse finanziarie impedisce l\u2019accesso ai servizi, pubblici e privati, cos\u00ec come alle attivit\u00e0 del tempo libero culturalmente arricchenti<\/em>\u201d. Questa \u00e9 una delle constatazioni fornite dal rapporto \u201c<em>Enfance et jeunesse<\/em>\u201d del Programma nazionale di ricerca ((PNR 52)).<\/p>\n<p>Sappiamo solamente che le pratiche culturali e ricreative in Svizzera sono certamente strutturate in funzione dell&#8217;ineguaglianza salariale. &#8220;<em>Ainsi les cat\u00e9gories de revenus, les niveaux de formation et l&#8217;origine sociale paraissent avoir une influence univoque sur la fr\u00e9quence (&#8230;) plus le revenu du m\u00e9nage et le niveau de formation sont \u00e9lev\u00e9s plus la fr\u00e9quence de ces pratiques tende \u00e0 augmente<\/em>r&#8221; ((Modetta, Gazareth)). Altro che pari opportunit\u00e0! I bambini nati in economie povere che dispongono di un debole livello d\u2019istruzione avranno in generale \u201cpeggiori prospettive d\u2019avvenire\u201d ((Enfance et jeunesse en Suisse)).<\/p>\n<h2>Le attivit\u00e0 extrascolastiche<\/h2>\n<p>Cosa sappiamo noi della occupazione del tempo libero dei giovani?<\/p>\n<p>In particolare \u00e9 possibile quantificare il numero d\u2019attivit\u00e0 e d\u2019ore dedicate settimanalmente ad attivit\u00e0 cognitive, culturali, sociali? Attivit\u00e0 che vengono considerate arricchenti dal punto di vista della crescita personale?<\/p>\n<p>Certamente le occasioni d\u2019apprendimento \u201cnon formale\u201d sono molteplici. La ricerca considera le attivit\u00e0 extra scolastiche strutturate, vale a dire le attivista cognitive, sportive artistiche che avvengono in un contesto organizzato, una scuola di lingue, una societ\u00e0 sportiva, un centro giovanile, una scuola musicale \u2026 . Abbiamo certamente poi altre molte altre attivit\u00e0 che avvengono in una relazione d\u2019apprendimento in genere individuale, come le lezioni private di ricupero o lo studio assistito. Ma ci\u00f2 \u00e9 difficilmente quantificabile e fuori da un possibile controllo di qualit\u00e0 degli stessi.<\/p>\n<p>Fuori da questi contesti potremmo ancora considerare le colonie estive linguistiche, oppure i campi giovanili che abbinano sport e lingue, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>In mancanza di dati sufficienti su tutto ci\u00f2 riporter\u00f2 solamente alcune osservazioni riguardanti:<\/p>\n<ul>\n<li>le attivit\u00e0 strutturate,<\/li>\n<li>le lezioni private di ricupero scolastico.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Le attivit\u00e0 extra scolastiche strutturate<\/h2>\n<p>Riportiamo l\u2019essenziale di due realt\u00e0 diverse.<\/p>\n<p>A Ginevra, sappiamo che:<\/p>\n<ul>\n<li>il 76,8% di ragazzi praticano al meno una attivit\u00e0 settimanale,<\/li>\n<li>il 61% di bambini di 4 &#8211; 6 partecipa almeno ad una attivit\u00e0,<\/li>\n<li>fra questi, i bambini di ceto medio partecipano a 1,3 attivit\u00e0 differenti per settimana, i bimbi di ceto alto a 2.3 attivit\u00e0,<\/li>\n<li>nessun bambino di ceto alto partecipa ad attivit\u00e0 socio-culturali, svolte per lo pi\u00f9 nei \u201ccentre des loisirs\u201d, frequentate per lo pi\u00f9 dai bimbi d\u2019estrazione bassa,<\/li>\n<li>il 91,8% fra i ragazzi di 9-11 partecipa almeno ad una attivit\u00e0,<\/li>\n<li>fra questi, i ragazzi di estrazione alta hanno un maggior tasso di frequenza sull\u2019insieme delle attivit\u00e0, in particolare nelle attivit\u00e0 sportive e nei corsi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A Torino invece scopriamo che frequenta almeno una attivit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>il 51% dei bambini della scuola dell\u2019infanzia,<\/li>\n<li>l\u201980% dei bambini delle elementari (37% un\u2019attivit\u00e0, 26% due attivit\u00e0, 16,8% tre attivit\u00e0),<\/li>\n<li>l\u201980 dei ragazzi delle medie (41,1% un\u2019attivit\u00e0, 22,2% due attivit\u00e0, 15,8% tre attivit\u00e0).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli autori segnalano come in genere la mobilit\u00e0 verso spazi strutturati dedicati all\u2019infanzia \u00e8 fortemente vincolato dalla disponibilit\u00e0 finanziaria e alle costrizioni temporali (orario e tipologia del lavoro) cui sono soggetti i genitori. La collocazione socio-economica dei genitori: proletari, precari, immigrati piuttosto che medio-alta borghesia, \u00e8 chiara. Il profilo del bambino di ceto medio-alto \u201cce lo rappresenta superimpegnato durante la settimana (fa almeno due, ma preferibilmente tre o pi\u00f9 attivit\u00e0 organizzate extra-scolastiche).<\/p>\n<p>Alle elementari, quando si muove con i suoi amici, si sposta quasi esclusivamente in automobile, mentre alle medie utilizza prevalentemente l&#8217;autobus. Al sabato e alla domenica fa molta attivit\u00e0 sportiva e di movimento (probabilmente per questo vede meno televisione).Passa molto tempo con gli amici, a casa propria o loro e frequenta luoghi di cultura e di divertimento\u201d ((<em>Vite da bambini<\/em>, pag. 187)).<\/p>\n<p>Il bambino povero \u201cinvece segue invece un numero limitato o nullo di corsi extra-scolastici dopo la scuola, con gli amici si muove quasi esclusivamente a piedi, soprattutto quando \u00e8 alle medie. Al sabato e alla domenica non fa attivit\u00e0 sportive e passa poco tempo con amici al di fuori di strutture organizzate, ma passa il suo tempo libero soprattutto all&#8217;oratorio o davanti al televisore; i pi\u00f9 grandi al sabato si trovano con amici in strada o in centri commerciali\u201d ((ibidem)).<\/p>\n<h2>Le altre attivit\u00e0<\/h2>\n<p>Il fenomeno del ricorso di lezioni private da parte d\u2019allievi che frequentano la scuola pubblica \u00e9 in aumento. Scuola ticinese nel 2002 scriveva che:<\/p>\n<ul>\n<li>il 13,3% degli intervistati seguiva le lezioni private;<\/li>\n<li>le materie pi\u00f9 gettonate erano quelle a livelli (quelle con il maggior numero di bocciature), matematica, francese, tedesco e poi inglese;<\/li>\n<li>contrariamente alle previsioni, erano i figli di ceto medio-alto i maggiori \u201cbeneficiari\u201d di tali lezioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Uno studio condotto dalle scuole medie di Losone rilevava poi che il 10,9% di studenti &#8220;\u00e9 stato confrontato con le lezioni private&#8221;, e che il 5,6% degli allievi ricorreva a lezioni private gi\u00e0 ad ottobre.<\/p>\n<p>I dati pubblicati nel 2005 ((Mariotta, Nicoli)) mostrano il 12% della popolazione scolastica soggetta a lezioni di ricupero. \u201c<em>I soggetti ricorrono infatti a lezioni private per le materie a differenziazione curricolare, e in particolare per la matematica, anche se, nella maggior parte dei casi, possono vantare in queste stesse materie la sufficienza o addirittura una nota discreta. Inoltre, osserviamo nei due campioni una certa similitudine anche per quanto riguarda l&#8217;ambiente socioculturale di coloro che fanno capo ad un sostegno extra-scolastico, fra i quali figura una maggioranza di svizzeri, con l&#8217;italiano come lingua madre e i cui genitori dispongono di una formazione di livello terziario e svolgono ruoli professionali fra i quadri altamente specializzat<\/em>i\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1990 uno studio dell\u2019USR ((Lupi, 1990)) stimava \u201c<em>a circa un quarto gli studenti che, dalle prime scelte curriculari operate in III media alla maturit\u00e0, debbono ricorrere a lezioni private (pag. 121)\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cLa partecipazione a corsi estivi si conferma come una abitudine assai diffusa negli studenti e nelle famiglie ticinesi. Un quarto degli allievi della Scuola Media e la met\u00e0 della popolazione scolastica coinvolta nell\u2019indagine delle Scuole superiori, frequente questi corsi<\/em>\u201d (pag. 121).<\/p>\n<p>Anche se non direttamente connesso con quanto andiamo discorrendo, a sostegno della \u201cqualit\u00e0\u201d dell\u2019apprendimento informale che avviene nel tempo libero, la questione dei compiti scolastici \u00e9 assolutamente illuminante.<\/p>\n<p>L\u2019esecuzione e la riuscita degli stessi sono molto direttamente dipendenti dalle variabili culturali in famiglia. In particolare i compiti estivi ((cfr. Jarousse Leroy-Audoouin)) fungono da trampolino per gli allievi meglio seguiti e invece risultano penalizzanti per gli altri.<br \/>\nVale a dire: al rientro scolastico, dopo le vacanze estive, il divario tra migliori e peggiori si \u00e9 accresciuto.<\/p>\n<h2>Per concludere<\/h2>\n<p>Le osservazioni riportate non sono frutto di uno studio specifico, ma piuttosto il frutto di un percorso di ricerca.<\/p>\n<p>Le osservazioni e i dati riportati in questo articolo dal sottoscritto considerano l\u2019occupazione del tempo libero dei bambini. Queste osservazioni vengono a porsi in qualit\u00e0 di termometro. Sono una possibile ed utile misura del diritto alla formazione e della qualit\u00e0 della formazione per tutti.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e9 fondamentale perch\u00e9 viene a definire i compiti di uno Stato che vorrebbe appellarsi democratico.<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e9 la democrazia scolastica in una societ\u00e0 del consumo e delle comunicazione a carattere turbo post capitalista come l\u2019odierna?<\/p>\n<p>Come realizzare la democrazia scolastica se non perseguendo (fra altre cose) una ridistribuzione (tramite potenziamento!) delle risorse e delle opportunit\u00e0 di formazione?<br \/>\nIl diritto alla formazione va oggi analizzato l\u00e0 dove la formazione si esplica. E cosa ci dice questa analisi?<\/p>\n<p>Che la scuola dell\u2019obbligo perde terreno, che ha perso peso e centralit\u00e0, che molte istanze private vengono a porsi quali vettori oltre che d\u2019ineguaglianza e selezione, che le offerte private vengono a porsi come alternative, o pi\u00f9 subdolamente come complementi della formazione.<\/p>\n<p>L\u2019avanzata dell\u2019importanza della formazione detta informale, il riconoscimento del suo peso e del suo ruolo appare in tutto il suo disarmante classismo nei nuovi criteri di certificazione degli apprendimenti. I \u201cpassaporti\u201d, i Portfolio, i PEL portano un vero e proprio salto paradigmatico nella certificazione degli apprendimenti.<\/p>\n<p>Prendiamo ad esempio il PEL (Passaporto Europeo delle Lingue, strumento clonato in mille salse in tutta Europa e pure pubblicizzato sul sito del nostro Decs). In esso il giovane pu\u00f2 (dovr\u00e0) iscrivere le proprie competenze, i livelli raggiunti, le scuole, i corsi, i luoghi di soggiorno linguistico, le redazioni, e quanto pi\u00f9 ancora \u2026 Tutto rigorosamente documentato e catalogato.<\/p>\n<p>Il PEL \u00e9 il modello di tutti i nuovi criteri certificativi. Uno strumento individuale, di propriet\u00e0 dell\u2019allievo. Uno strumento selettivo, spacciato sotto la forma di \u201cbiografia\u201d personale.<br \/>\nIl libretto scolastico (la pagella) di nostra vecchia conoscenza almeno trovava (trova ancora) la sua validit\u00e0 nel descrivere i livelli raggiunti dall\u2019allievo rispetto un sapere ed un bagaglio d\u2019insegnamento-apprendimento comune, uguale per tutti. Era una misura del grado d\u2019acquisizione dei programmi comuni.<\/p>\n<p>E per questo era pure un segno della responsabilit\u00e0 dello Stato nel fornire strumenti comuni a tutti.<\/p>\n<p>Il PEL invece \u2013 e qui sta tutta la dirompenza di questo salto paradigmatico &#8211; trova la sua utilit\u00e0 nel descrivere dei percorsi e degli apprendimenti avvenuti del tutto al di fuori della responsabilit\u00e0 dello Stato. Apprendimenti sviluppati in maniera del tutto individuale, solo sussidiariamente nella scuola pubblica. Il PEL conferma cos\u00ec il \u201cvalore aggiunto\u201d degli apprendimenti informali.<\/p>\n<p>In questo \u00e9 solo testimone delle impari opportunit\u00e0 e della deresponsabilizzazione dello Stato \u2026<\/p>\n<h2><strong>Postilla<\/strong><\/h2>\n<p>Quando si parla di HarmoS \u2026 tutto il dibattito si \u00e9 annegato in una (difficile) equazione aritmetica, 5 + 4 = 6 + 3 ? Non bisognerebbe limitarsi a considerare se e \u00e9 meglio perseguire 5 anni d\u2019elementari pi\u00f9 4 di medie, oppure 6 d\u2019elementari pi\u00f9 di 3 di medie, o considerare altre facezie del genere. E\u2019 spaventoso.<\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 salutare sarebbe capire come lo Stato vuole e pu\u00f2 ridistribuire le occasioni di formazione nella scuola dell\u2019obbligo e oltre la scuola dell\u2019obbligo. O come vuole ridistribuire quello che sempre pi\u00f9 appare un \u201cvalore pedagogico aggiunto\u201d. Valore pedagogico riconosciuto al privato ma non assicurato al giovane.<\/p>\n<p>Garantirebbe magari allora ad ogni allievo le migliori condizioni quadro per ottimizzare la sua quotidianit\u00e0 extra scolastica .<\/p>\n<h2><strong>Riferimenti<\/strong><\/h2>\n<ul>\n<li>M.C. Belloni (a cura di), <em>Vite da bambini, la quotidianit\u00e0 dai 5 ai 13 anni<\/em>, Torino, Universit\u00e0 degli studi, Archivio Storico della citt\u00e0 di Torino, 2005<\/li>\n<li>M.C. Belloni, <em>Il tempo dei bambini<\/em>, in <em>I tempi della vita quotidiana<\/em>, Roma, ISTAT, 2007<\/li>\n<li>P. Cassasus, D. Kuonen, <em>Les rythmes horaires et l\u2019emploi du temps des enfants selon le mod\u00e8le du temps libre relatif<\/em>, Gen\u00e8ve, SRED, 2004<\/li>\n<li>F. Ducrey, R. Lieberherr, P. Pasche Bonvin, <em>L\u2019enfant et les activit\u00e9s institutionnelles \u00e0 Gen\u00e8ve, recherche sur l\u2019emploi du temps de l\u2019enfant<\/em> (ETE), Gen\u00e8ve, SRED, 2003<\/li>\n<li><em>Enqu\u00eate sur les revenus el la consommation<\/em> (ERC), revenus et d\u00e9penses des m\u00e9nages en 2000, R\u00e9sultats d\u00e9taill\u00e9s, Ufficio federale di statistica, Neuch\u00e2tel, 2003<\/li>\n<li>C Modetta, P. Gazareth, <em>Pratiques culturelles et de loisirs en Suisse<\/em> (2003), Ufficio federale di statistica, Neuch\u00e2tel, 2008<\/li>\n<li><em>Inchiesta: Lezioni private di ricupero scolastico nel nostro istituto<\/em>, Scuola Media Losone, 2002<\/li>\n<li><em>Indagine sul reddito e il consumo 2003<\/em>, comunicato stampa, Ufficio federale di statistica, Neuch\u00e2tel, 2005; per conoscere l\u2019inchiesta cfr. <em>Enqu\u00eate sur les revenus el la consommation 2003, premiers r\u00e9sultats<\/em>, Ufficio federale di statistica, Neuch\u00e2tel, 2005<\/li>\n<li>J. P. Jarousse, C. Leroy-Audoin, <em>Les activit\u00e9s scolaires des \u00e9l\u00e8ves durant le cong\u00e9 d\u2019\u00e9t\u00e9 et leur consequences sur le niveau des connaissances \u00e0 la rentr\u00e9e<\/em>, les cahiers de l\u2019iredu, UNI de Bourgogne, 2001<\/li>\n<li><em>La vita quotidiana di bambini e ragazzi<\/em>, Roma, ISTAT, 2000<\/li>\n<li><em>Lezioni private<\/em>, in Scuola ticinese, periodico della divisione scuola, DeCS, anno XXXI, serie III, 2002, 253<\/li>\n<li>Lupi M., <em>Lo studio personale a domicilio<\/em>, USR, Bellinzona, 1990<\/li>\n<li>Mariotta M., M. Nicoli M., <em>Il ricorso a lezioni private nella scuola media<\/em>, USR, Bellinzona, 2005<\/li>\n<li>Schulteis F., Perrig-Chiello P., Egger S., <em>Enfance et jeunesse en Suisse<\/em>, Programma nazionale di ricerca, <em>L\u2019enfance, la jeunesse et les relations entre les g\u00e9n\u00e9rations dans une soci\u00e9t\u00e9 en mutation<\/em> (PNR 52), Basilea, Beltz, 2009<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sovente si sente parlare, o si legge, di giovani oberati. Di giovani che, terminata la loro quotidiana presenza a scuola, spendono molto del loro tempo libero occupandolo in attivit\u00e0 extra. Di giovani che, dopo scuola, corrono, magari quotidianamente, al corso d&#8217;inglese, alla recita teatrale, all&#8217;associazione sportiva o alla lezione di musica. 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