{"id":1110,"date":"2008-11-08T18:39:28","date_gmt":"2008-11-08T17:39:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asblonweb.be\/APED\/CM\/?p=1110"},"modified":"2017-03-06T01:35:43","modified_gmt":"2017-03-06T00:35:43","slug":"la-scuola-capitalistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/index.php\/2008\/11\/08\/la-scuola-capitalistica\/","title":{"rendered":"La scuola capitalistica"},"content":{"rendered":"<ol>\n<li>Capire le mutazioni della scuola, significa dapprima capire come i bisogni educativi delle societ\u00e0 capitalistiche evolvono con lo sviluppo delle forze produttive (tecnologie e saperi) e i cambiamenti che questo sviluppo induce nei rapporti tecnici e sociali di produzione. Questi bisogni detereminano in fine le funzioni dei sistemi d\u2019insegnamento.<\/li>\n<li>Parliamo qui delle funzioni \u201cobiettive\u201d, quelle che la Scuola riempie effettivamente, e non delle missioni che le sono assegnate nel discorso, che sia esso istituzionale o altro. Queste funzioni non sono dunque forzatamente il frutto di un\u2019intenzione soggettiva (cosi\u2019 come le nostre gambe ci servono obiettivamente a farci camminare senza che nessuno abbia mai avuto l\u2019intenzione soggettiva di dotarcene a questo scopo).<\/li>\n<li>I discorsi relativi all\u2019insegnamento costituiscono delle costruzioni ideologiche che possono essere, secondo il caso, il riflesso delle funzioni della scuola, il frutto di aspirazioni contrarie e persino delle tesi distaccate dalla realt\u00e0; possono tendere a legittimare il posto della scuola nella societ\u00e0 esistente (giustificandola o camuffandola) oppure stigmatizzare questo ruolo. L\u2019ideologia dell\u2019insegnamento diventa cosi\u2019 una posta in gioco della lotta di classe.<\/li>\n<li>Le funzioni dell\u2019insegnamento consistono, per l\u2019essenziale, a riprodurre o a partecipare alla riproduzione di condizioni che assicurino la sopravvivenza del sistema economico, sociale e politico al potere. Si possono distinguere tre grandi forze di riproduzione : a) la riproduzione ideologica (trasmissione di valori morali e politici che contano per la conservazione della societ\u00e0); b) la riproduzione sociale (legittimazione e propagazione intergenerazionale delle ineguaglianze di classi); c) la riproduzione economica (formazione della forza lavorativa, o, se si preferisce, produzione del \u201ccapitale umano\u201d).<\/li>\n<li>Queste funzioni possono essere contradditorie tra esse. L\u2019istruzione scientifica necessaria al lavoratore qualificato puo\u2019 entrare in contraddizione con l\u2019inculcare dei valori politici o morali; l\u2019elevazione delle conoscenze riquisite dal lavoratore di fronte allo sviluppo tecnologico puo\u2019 essere frenato dal bisogno di selezionare; l\u2019istruzione civica e patriottica puo\u2019 essere andicappata da una differenziazione troppo precoce degli allievi secondo la loro origine sociale, ecc. Ma la contraddizione maggiore \u00e8 quella che oppone il bisogno di scuola al bisogno d\u2019ignoranza: il lavoratore troppo istruito \u00e8 un pericolo per l\u2019ordine stabilito.<\/li>\n<li>Alle tre funzioni della scuola capitalistica corrispondono tre forme maggiori del discorso dominante sulle missioni dll\u2019insegnamento : a) \u201cla scuola emancipa l\u2019individuo e istituisce il cittadino\u201d; b) \u201cla scuola assicura l\u2019eguaglianza delle possibilit\u00e0 e permette la riuscita dei migliori\u201d; c) \u201cla scuola prepara ognuno ad entrare nel mercato del lavoro\u201d.<\/li>\n<li>Queste tre funzioni e questi tre discorsi sono tutti presenti, simultaneamente, da due secoli. Ma le loro forme concrete, la loro importanza relativa e le contraddizioni che le segnano sono soggette a profondi cambiamenti. Distinguiamo cosi\u2019 le epoche seguenti nella storia recente dei sistemi dell\u2019insegnamento : l\u2019era della socializzazione (prima met\u00e0 dell\u2019800); l\u2019era dell\u2019apparato ideologico dello stato (seconda met\u00e0 dell\u2019800); l\u2019era della meritocrazia o della promozione sociale (prima met\u00e0 del 900); l\u2019era della massificazione ( seconda met\u00e0 del 900); l\u2019era della mercantilizzazzione (epoca attuale).<\/li>\n<li>La prima met\u00e0 delll\u2019800 \u00e8 segnata, da una parte, dalla distruzione dei luoghi tradizionali di socializzazione (relazione maestro-appendista, famiglia rurale&#8230;), d\u2019altra parte, dall\u2019alienazione e l\u2019abbrutimento crescenti del proletario. Le citt\u00e0 diventano la preda del vizio e della violenza. Si comincia dunque a mandare i bambini del popolo a scuola per inculcare loro i rudimenti di morale e il galateo, le conoscenze elementari necessarie alla vita in societ\u00e0. \u201cAprire una scuola, \u00e8 chiudere una prigione\u201d (Hugo). L\u2019insegnamento riempie una funzione di riproduzione ideologica, ma essenzialmente come apparato di socializzazione.<\/li>\n<li>La seconda met\u00e0 dell\u2019800 \u00e8 quella della crescita in forza del proletariato organizzato. \u201cUno spettro spaventa l\u2019Europa\u201d (Marx). La Comune scoppia come un colpo di fulmine. Di fronte all\u2019ideologia socialista, il sistema &#8211; cioe\u2019 le classi dominanti \u2013 deve diffondere i propri valori\u00a0: amore della patria e delle istituzioni. Difronte alle minacce di guerre imperialistiche, bisogna disciplinare i fucili. Guglielmo II in Germania, Ferry in Francia, sviluppano la scoula primaria obbligatoria prima di tutto come apparato ideologico dello Stato.<\/li>\n<li>All\u2019indomani della prima guerra mondiale, i progressi tecnologici e l\u2019emergenza di nuovi mercati da una parte, lo sviluppo dell\u2019apparato di Stato dall\u2019altra, richiedono la formazione di uno strato minoritario ma in crescita di lavoratori qualificati : operai qualificati, tecnici, capotecnici, impiegati, funzionari. Una minorit\u00e0 di bambini della classe operaia si trover\u00e0 chiamata a proseguire gli studi aldil\u00e0 della scuola primaria. Questa \u201cpromozione sociale\u201d \u00e8 accompagnata da un potente discorso meritocratico. Sempre pi\u00f9, l\u2019insegnamento diventa un mezzo di riprodurre e di giustificare le ineguaglianze sociali.<\/li>\n<li>Questo movimento diventa dominante dopo la seconda guerra mondiale. Si assiste ormai ad un\u2019elevazione generale dei livelli di qualificazione richiesti sul mercato del lavoro. La mancanza di mano d\u2019opera qualificata \u00e8 generale e permanente. Di fronte all\u2019urgenza e poich\u00e9 le finanze pubbliche stanno bene, i poteri pubblici assicureranno l\u2019apertura delle porte dell\u2019insegnamento superiore, poi del terziario. E\u2019 l\u2019era della \u201cmassificazione\u201d.Una volta, la selezione si operava all\u2019entrata della scuola superiore: si fa adesso all\u2019interno della scuola. Tra i funzionari dell\u2019insegnamento, la riproduzione sociale \u00e8 ormai dominante (cio\u2019 che d\u00e0 nascita al discorso teorico che la critica : \u201cLa riproduzione\u201d, Bourdieu) ma la riproduzione economica diventa rapidamente pi\u00f9 importante mentre la riproduzione ideologica sta andando male (maggio 68)<\/li>\n<li>L\u2019ultimo decennio del XXe secolo vede gi\u00e0 le premizie di un\u2019era nuova. La crisi generale della riproduzione produce un\u2019esacerbazione delle lotte concorrenziali, una fuga nell\u2019innovazione tecnologica e una globalizzazione degli scambi e della produzione. I bisogni dettano il rinforzarsi delle funzioni direttamente economiche dell\u2019insegnamento, ma quella strumentalizzazione entra in contradizzione con la riduzione dei mezzi dello Stato, dunque del bilancio dell\u2019insegnamento.<\/li>\n<li>Due caratteristiche dell\u2019ambiente economico portano gli elementi di risoluzione di quella contraddizione : l\u2019imprevedibilit\u00e0 crescente dei bisogni di mano d\u2019opera (legata all\u2019instabilit\u00e0 economica e al ritmo sfrenato dell\u2019innovazione tecnologica) e la dualizzazione del mercato del lavoro in termini di qualificazione (crescita degli impieghi ad altissimo ed a debolissimo livello di qualificazione, a scapito degli impieghi intermediari). In quelle condizioni il bisogno prioritario non \u00e8 pi\u00f9 quello di migliorare il livello di tutti, ma di aumentare l\u2019adattabilit\u00e0 dei lavoratori, dei consumatori e del sistema educativo.<\/li>\n<li>L\u2019adattabilit\u00e0 del lavoratore implica lo slittamento dei saperi (inutili o rapidamente obsoleti) verso le competenze (saperi trasferibili, apprendimento autonomo, ecc.). La nozione di qualificazione \u00e8 soppiantata da quella d\u2019 \u201cimpiegabilit\u00e0\u201d. Il diploma si divide in una moltitudine di \u201ccertificati modulari di competenze\u201d.<\/li>\n<li>L\u2019adattabilit\u00e0 della scuola significa l\u2019abbandono dei sistemi educativi gestiti centralmente dallo Stato, a profitto di reti di stabilimenti decentralizzati, autonomi, in situazione di forte concorrenza reciproca. La sregolazione s\u2019impone a tutti i punti di vista : assicura la flessibilit\u00e0, garantisce lo sviluppo duale, spacca le resistenze.<\/li>\n<li>Diversi fattori si coniugano per contribuire allo sviluppo del mercato dell\u2019insegnamento (a). La strumentalizzazione dei contenuti insegnati esige un avvicinamento insieme ideologico e tecnologico tra la scuola e l\u2019impresa. (b) Il risultato logico della sregolazione e della decentralizzazione, \u00e8 la privatizzazione. (c) Lo \u201csfinanziamento\u201d dell\u2019insegnamento pubblico spinge i \u201cclienti\u201d potenziali a girarsi verso il settore privato. (d) Lo sviluppo delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione crea le condizioni tecnologiche propizie a un mercato mondiale dei servizi educativi. (e) Le aperture realizzate nella liberalizzazione dei mercati di servizi (OMC, AGCS) favorizzano pure questo mercato dell\u2019insegnamento.<\/li>\n<li>L\u2019era della \u201cmercantilizzazione\u201d segna dunque una doppia frattura : (a) prima e principalmente, si assiste all\u2019apertura decisiva delle funzioni di riproduzione economica dell\u2019insegnamento (forza di lavoro e consumatori formatati al servizio diretto dei mercati) ; (b) d\u2019altra parte, in modo ancora embrionale ma con una forza che va aumentando, si osserva la trasformazione dell\u2019insegnamento in nuovo mercato.<\/li>\n<li>Quest\u2019ultimo aspetto, se dovesse svilupparsi ancora di pi\u00f9, potrebbe significare un cambiamento radicale : la scuola non sarebbe pi\u00f9, in primo luogo, un apparato che riempie certe funzioni al servizio dell\u2019economia capitalistica (direttamente _ riproduzione economica \u2013 o indirettamente \u2013 riproduzione sociale e ideologica), ma bensi\u2019 un semplice settore di quell\u2019economia.<\/li>\n<li>Fondamentalmente, le mutazioni attuali sono il frutto dell\u2019esacerbazione delle contraddizioni del \u201ccapitalismo senile\u201d (Samir Amin). I rapporti di produzione capitalistici entrano in contraddizione con uno sfrutto razionale e umano dei progressi scientifici e tecnologici. La buona notizia : la bestia sta morendo. La brutta : sta dimenandosi con tutte le sue forze, rovinando la terra, massacrando i popoli, buttando l\u2019umanit\u00e0 nella guerra e la barbaria culturali.<\/li>\n<li>Bisogna dunque cambiare il mondo. Ma per cambiarlo bisogna capirlo. E per capirlo bisogna imparare. Bisogna istruire. Chi? Quelli che hanno interesse a cambiare il mondo : i popoli oppressi, i bambini dei bidonville di Bogota, delle periferie di Parigi. Bisogna apportare loro i saperi che danno la forza necessaria per capire il mondo e per partecipare alla sua trasformazione collettiva. E\u2019 per questo che ci vuole una scuola democratica.<\/li>\n<li>Tra le contraddizioni del capitalismo, c\u2019\u00e8 quella, fondamentale, che riguarda l\u2019insegnamento : non si puo\u2019 formare il lavoratore inculcargli il civismo, senza ugualmente istruirlo. E\u2019 questa contraddizione, presente nella realt\u00e0 e non semplicemente nelle idee, che fa della scuola democratica non un progetto utopico, non un discorso soggettivo in pi\u00f9 sull\u2019insegnamento, ma proprio un\u2019altra funzione oggettiva della scuola esistente. La scuola democratica \u00e8 gi\u00e0 presente in germe nella scuola capitalistica.<\/li>\n<li>Cosi\u2019 che, oggi, la doppia posta in gioco della lotta di classe a scuola \u00e8 chiaro. Si tratta (a) di contrare l\u2019evoluzione verso la mercantilizzazione dell\u2019insegnamento (perch\u00e9 \u00e8 precisamente l\u2019evoluzione di cui ha bisogno il sistema adesso) e (b) di sviluppare il carattere democratico di quest\u2019insegnamento (parte comune, filiale unica, scuola pubblica, aumento dei finanziamenti, pratiche emancipatrici, ecc.) poich\u00e9 \u00e8 cio\u2019 che il sistema teme di pi\u00f9.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nico Hirtt<br \/>\nAgosto 2003<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capire le mutazioni della scuola, significa dapprima capire come i bisogni educativi delle societ\u00e0 capitalistiche evolvono con lo sviluppo delle forze produttive (tecnologie e saperi) e i cambiamenti che questo sviluppo induce nei rapporti tecnici e sociali di produzione. Questi bisogni detereminano in fine le funzioni dei sistemi d\u2019insegnamento. 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