{"id":1109,"date":"2008-11-08T18:33:02","date_gmt":"2008-11-08T17:33:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.asblonweb.be\/APED\/CM\/?p=1109"},"modified":"2017-07-09T10:25:43","modified_gmt":"2017-07-09T09:25:43","slug":"il-mercato-di-bologna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.skolo.org\/CM\/index.php\/2008\/11\/08\/il-mercato-di-bologna\/","title":{"rendered":"Il mercato di Bologna"},"content":{"rendered":"<p class=\"post_excerpt\">La costituzione di uno \u00ab spazio europeo d&#8217;insegnamento superiore \u00bb \u00e8 inevitabile, se si vuole favorire la \u00ab mobilit\u00e0 e l&#8217;impiegabilit\u00e0 dei cittadini europei in tutto il continente \u00bb.E&#8217; con questo spirito che 31 ministri europei dell&#8217;istruzione, riuniti a bologna il 19 giugno 1999, hanno firmato una dichiarazione comune. La mobilit\u00e0 rende necessaria \u00ab l\u2019unificazione e la comparabilit\u00e0 \u00bb dell&#8217;insegnamento superiore. Peraltro si desidera promuovere il \u00ab controllo di qualit\u00e0 \u00bb e \u00ab la dimensione europea dell&#8217;insegnamento superiore;\u00bb. Questo per la versione ufficiale&#8230;<\/p>\n<p>Non \u00e8 trascorso che un anno e mezzo da questa firma, che la Dichiarazione di Bologna resuscita un po&#8217; di attenzione mediatica in Belgio. Essenzialmente grazie agli studenti della VUB che, a met\u00e0 febbraio di quest&#8217;anno, protesteranno contro il suo contenuto occupando il rettorato della loro universit\u00e0. Il movimento acquista ampiezza. Il 7 marzo, alcuni studenti della VUB, della \u2019ULB e della UG manifersteranno a Bruxelles. Il 27 dello stesso mese, 500 studenti si riuniranno per una manifestazione nazionale. Una manifestazione meno modesta di ci\u00f2 che potrebbe sembrare quando si pensa che essa si \u00e8 svolta al margine delle grandi federazioni studentesche. Spesso le reazioni sono stupite e scettiche. Che diavolo si rinfaccia alla mobilit\u00e0 e alla qualit\u00e0? E&#8217; che dietro le belle parole si nasconde un programma che apre la strada alla commercializzazione e alla privatizzazione dell&#8217;insegnamento superiore.<\/p>\n<h2>Illegale<\/h2>\n<p>Prima di analizzare la Dichiarazione di Bologna, conviene sottolinearne il carattere non democratico e anche illegale. Debutto nel 1999, il Consiglio dei Ministri dell&#8217;UE aveva chiesto alla Conferenza dei Rettori dell&#8217;UE (CRE) quali fossero le riforme che s&#8217;imponevano nell&#8217;insegnamento superiore. Il CRE \u00e8 complessivamente rappresentativo del mondo accademico e inoltre ha una relazione amorosa con l\u2019ERT (la Tavola Rotonda europea degli Industriali), questo club di dirigenti industriali che hanno un potente impatto sul programma politico europeo, per non dire che lo dettano direttamente . La loro relazione \u00e8 stata consacrata attraverso la creazione della CRE-ERT, lo European University-Industry Forum. Nota bene che n\u00e8 la CRE n\u00e8 l\u2019ERT, e nemmeno il Conseil Education europ\u00e9en hanno la minima legittimit\u00e0 politica. Tale prerogativa rimane, nei termini del Trattato di Amsterdam, di esclusiva competenza degli Stati Membri. Quando il Conseil Education europ\u00e9en e la CE sviluppano dei progetti di riforma, quando si d\u00e0 il compito di applicarli a dei ministri e a delle universit\u00e0, questi pretendono qualche libert\u00e0 con i proncipi costituzionali che prevedono che tutte le riforme importanti debbano essere consacrate dal Parlamento.<\/p>\n<h2>Pi\u00e0 corto, pi\u00f9 chiaro e pi\u00f9 orientato<\/h2>\n<p>Uno degli obiettivi di Bologna \u00e8 di uniformare la divisione dell&#8217;insegnamento superiore in due cicli. Bench\u00e8 la dichiarazione propriamente lo dica anche se non esplicitamente, \u00e8 generalmente ammesso che il primo ciclo duri tre anni e sia coronato da un diploma di \u00ab bachelor \u00bb. Questo diploma dar\u00e0 accesso agli studi di \u00ab Master \u00bb, in uno o due anni. Guy Haug, consigliere della CRE, precisa l&#8217;obiettivo di tale suddivisione : \u00ab i governi hanno piani volti a ridurre la durata teorica degli studi e l&#8217;attrazione dei modelli che prospettano una prima qualifica breve seguita da un post-graduate per un ristretto numero di studenti, non ha smesso di aumentare. Questo permette di comprendere l&#8217;evoluzione verso i gradi di \u00ab bachelor \u00bb e di \u00ab master \u00bb nei diversi paesi \u00bb. In effetti Bologna non lascia alcun dubbio relativamente a questo punto: Il primo ciclo dovrebbe essere orientato verso il mercato del lavoro e sar\u00e0 quindi la stazione d&#8217;arrivo per gli studi dei pi\u00f9 . Solo una elite potr\u00e0 proseguire verso la cima. Per realizzare questo si conta si costi d&#8217;iscrizione pi\u00f9 elevati e sul numero chiuso, strumenti tradizionali di selezione. L&#8217;industria grida vittoria. Dopo il 1989, l\u2019ERT chiede che venga ridotta la durata media degli studi. Essa s&#8217;indigna divedere che in Europa \u00ab si autorizza e si incoraggia perfino i giovani a seguire studi interessanti ma senza sbocchi professionali \u00bb. Sottolineamo che la triplicazione dei costi d&#8217;iscrizione e la soppressione degli orientamenti non conformi al mercato surono le prime misure perse dal ministro fascista austriaco dell&#8217;istruzione, membro del gabinetto brun-bleu.<\/p>\n<h2>Acquistate i vostri voti<\/h2>\n<p>Sotto la copertura della mobilit\u00e0, Bologna vuole sviluppare il Sistema Europeo di trasferimento dei crediti (ECTS). In breve, tale sistema significa che ogni corso riceve un certo numero di \u00ab crediti \u00bb. Ufficialmente, l\u2019ECTS deve facilitare lo scambio di studenti tra le universit\u00e0 (tra gli altri nel quadro del programma Erasmus della Commissione europea). Grazie all&#8217;ECTS, gli studenti potrebbero seguire un certo numero di corsi nell&#8217;universit\u00e0 straniera, dopodich\u00e8 potrebbero valorizzare i propri \u00ab cr\u00e9diti \u00bb una volta tornati nel loro paese. Questo implica che le universit\u00e0 riconoscano i crediti accordati altrove in Europa.<br \/>\nMa questo ragionamento non tiene la strada. In effetti, i punti accreditati nel sistema attuale dipendono esclusivamente dal numero di ore dei corsi. In questo caso, perch\u00e8 queste stesse ore di corsi non potrebbero servire da campione per la valorizzazione dei corsi seguiti altrove ? In realt\u00e0, c&#8217;\u00e8 una \u00ab agenda nascosta \u00bb. Da una parte, \u00ab l\u2019ECTS pu\u00f2 contribuire alla riduzione della durata degli studi \u00bb1 , e dall&#8217;altra si prepara cos\u00ec il grande mercato mondiale dei servizi educativi che l&#8217;OMC a sua volta richiama. In questo mercato, i crediti giocheranno il ruolo di unit\u00e0 di misura. L\u2019ECTS frammenta il curriculum in innumerevoli unit\u00e0 che saranno in seguito raggruppate in moduli e gettate in pasto al mercato dell&#8217;apprendistato nel corso di tutta la vita.2<br \/>\nE&#8217; per questa ragione che l\u2019ERT chiede che l&#8217;insegnamento per gli adulti e quello a distanza siano inclusi nel sistema dei crediti. 3 Bologna risponde favorevolmente a questa richiesta. Sotto pelle, la relazione tra crediti e numero di ore di corsi sar\u00e0 analogamente superata. Si distingueranno allora differenti tipi di crediti per differenti corsi. Inutile precisare che i corsi che rispondono alle aspettative del mercato del lavoro riceveranno pi\u00f9 punti.<\/p>\n<h2>La qualit\u00e0 regna e divide<\/h2>\n<p>Il terzo obiettivo di Bologna \u00e8 una collaborazione europea nel dominio del \u00ab controllo qualit\u00e0 \u00bb. La qualit\u00e0 \u00e8 una parola molto alla moda. Alcune riforme oggi non sono accettabili se non volgono a migliorare la \u00ab qualit\u00e0 \u00bb. Ma \u00e8 molto difficile imparare cosa copra questo concetto di qualit\u00e0. La Dichiarazione di Bologna non ne fa parola. Contrariamente alla direttiva europea del 1998 che stipula : \u00ab i criteri di controllo di qualit\u00e0 sono intrinsecamente legati agli obiettivi assegnati a ciascuna istituzione in relazione ai bisogni della societ\u00e0 e del mercato del lavoro;\u00bb non sono altro, nel linguaggio istituzionale, che i bisogni delle imprese. Haug plaude senza ritegno alla creazione di un certo numero di agenzie che collaboreranno con l&#8217;industria per la valutazione dei corsi, per compararli e accreditarli (il ch\u00e8 significa letteralmente, dargli un credito). Da una parte queste agenzie saranno \u00ab uno strumento di comparazione e di controllo di qualit\u00e0 (benchmarking) \u00bb. Dall&#8217;altra, assicureranno una \u00ab informazione sul mercato \u00bb.5 In chiaro, ci\u00f2 significa che grazie al controllo di qualit\u00e0 tutti marceranno nella stessa direzione, quella dettata dai mercati. A scala internazionale, organizzazioni come l\u2019OCDE e l&#8217;Alleanza Globale per l&#8217;Educazione Transnazionale (GATE), non aspettano che un segno per prendere su di loro questo compito di accreditamento e di controllo della qualit\u00e0. Una sola cosa \u00e8 chiara : Lo stesso insegnamento superiore perder\u00e0 il controllo sui contenuti dell&#8217;insegnamento e della ricerca .<br \/>\nLo stadio successivo, \u00e8 che la qualit\u00e0 determiner\u00e0 il livello di finanziamento pubblico. \u00ab La valutazione esterna dovr\u00e0 influire sul finanziamento pubblico \u00bbcome si pu\u00f2 sentire al Forum 2000, la conferenza di Bruxelles in cui i dirigenti universitari si sono concentrati sull&#8217;avvenire delle loro istituzioni.6 L\u2019OCDE difende questo tipo di finanziamento dal 1987.7 Il problema era che un finanziamento che abbandona l&#8217;uguaglianza delle istituzioni \u00e8 ancora contrario alla costituzione. Solo la Gran Bretagna conosceva gi\u00e0 una relazione tra la valutazione di qualit\u00e0 e il finanziamento pubblico dell&#8217;insegnamento superiore. Ma non \u00e8 affatto inimmaginabile che il resto dell&#8217;Europa segua presto il movimento. L&#8217;idea si aggira, in ogni caso, tra chi decide8 . Accanto a una gerarchia nei corsi, ci troviamo dunque di fronte a una gerarchizzazione dell&#8217;istituzione dell&#8217;istruzione superiore, con, alla sommit\u00e0, un pugno di universit\u00e0 di elite che collaborano strettamente con l&#8217;industria.<\/p>\n<h2>Do you speak English ?<\/h2>\n<p>Infine, Bologna si augura anche di introdurre una \u00ab dimensione europea \u00bb nell&#8217;insegnamento superiore. A fianco di una struttura di diplomi uniformi, di organi di qualit\u00e0 europea e di un sistema di crediti, bisogna intenderla attraverso l&#8217;uso ridondante della lingua inglese, soprattutto a livello di studi di \u00ab Master \u00bb. Ci\u00f2 non \u00e8 scritto testualmente nella Dichiarazione di Bologna, ma possiamo dedurlo da quello che la CRE ha fatto di questi accordi. Questo si esplica una volta di pi\u00f9 grazie alla nascita di un mercato dell&#8217;insegnamento superiore. Inoltre, se i corsi commercializzati, i servizi educativi mercificati, volessero conquistare un numero maggiore di clienti, ci sar\u00e0 l&#8217;inglese. E non saranno i dirigenti economici europei ad incaricarsi di questo imperialismo culturale.<\/p>\n<h2>L\u2019economia impone la marcia<\/h2>\n<p>Riassumiamo. La Dichiarazione di Bologna s&#8217;iscrive chiaramente nella liberalizzazione del mercato dell&#8217;istruzione superiore. A causa della riduzione della durata degli studi, il cittadino \u00e8 costretto a trasformarsi in consumatore sul mercato dell&#8217;istruzione per tutto il corso della sua vita , di \u00ab comprare \u00bb tutti i crediti che potr\u00e0 accumulare. I sistemi d&#8217;istruzione superiore non saranno niente altro che delle imprese in cerca del massimo reddito vendendo sapere e ricerca. La lingua dominante di questo mercato \u00e8 e sar\u00e0 l&#8217;inglese. Il controllo di qualit\u00e0 far\u00e0 s\u00ec che questo insegnamento sia orientato esclusivamente ai bisogni del mercato del lavoro, ai bisogni dell&#8217;industria. La divisione del curriculum e l&#8217;introduzione di un controllo di qualit\u00e0 garantiranno infine una gerarchia delle formazioni e dei sistemi d&#8217;insegnamento superiore, riflesso della gerarchia del mondo del lavoro.<\/p>\n<p>1 Guy Haug, op. cit.<br \/>\n2 Lisez aussi dans ce num\u00e9ro l\u2019article de Nico Hirtt sur ce sujet<br \/>\n3 ERT (1995: 29): Onderwijs voor Europeanen. Op weg naar de lerende maatschappij en ERT (1989), op. cit., 10-12<br \/>\n4 Council Recommendation of 24 September 1998 on European cooperation in quality assurance in higher education (98\/561\/EC)<br \/>\n5 Guy Haug, op. cit.<br \/>\n6 Forum 2000 Answering to the challenges of higher education. http:\/\/www.unige.ch\/cre\/recent%20news\/news_welcome.html<br \/>\n7 OCDE (1987): Quel avenir pour les universit\u00e9s? Paris: OCDE<br \/>\n8 Eurydice (2000, p. 100 -101) : Two decades of reform in higher education in Europe : 1980 onwards.Eurydice est une organisation satellite de la Commission europ\u00e9enne<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La costituzione di uno \u00ab spazio europeo d&#8217;insegnamento superiore \u00bb \u00e8 inevitabile, se si vuole favorire la \u00ab mobilit\u00e0 e l&#8217;impiegabilit\u00e0 dei cittadini europei in tutto il continente \u00bb.E&#8217; con questo spirito che 31 ministri europei dell&#8217;istruzione, riuniti a bologna il 19 giugno 1999, hanno firmato una dichiarazione comune. La mobilit\u00e0 rende necessaria \u00ab l&#8217;unificazione e la comparabilit\u00e0 \u00bb dell&#8217;insegnamento superiore. Peraltro si desidera promuovere il \u00ab controllo di qualit\u00e0 \u00bb e \u00ab la dimensione europea dell&#8217;insegnamento superiore;\u00bb. 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